Aldo Durante
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Punto d’incontro tra la montagna e la pianura

In questa mappa affrescata nei Musei Vaticani (1572) sono presenti i luoghi emblematici della storia economica  del distretto di Montebelluna: al centro il fiume Piave, la cui acqua, derivata  attraverso la fitta ragnatela dei canali del Brentella, ha favorito lo sviluppo agricolo; a nord Feltre (in alto a sinistra); a sud Treviso (in basso, a destra).
E’ proprio la  posizione geografica che ha segnato il destino mercantile del centro montelliano, che per secoli è stato il punto d’incontro fra la montagna e la pianura.
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Mappa affrescata conservata nei Musei Vaticani (1572)
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La Chiesa di Santa Maria in Colle con Villa Zuccareda Binetti.
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Fin dalle sue origini, Montebelluna è stata un centro che collegava i Paleoveneti della pianura con quelli stanziati più a Nord; la sua floridezza è testimoniata dalla presenza di un luogo di culto che, data la preziosità delle offerte e il loro livello artistico, era tra i più importanti della pedemontana veneta.
Poco discosto dal luogo in cui sono stati ritrovati reperti paleoveneti è sorta in seguito Santa Maria in Colle, il simbolo della lunga storia di Montebelluna; l’attuale edificio risale al 1611, ma venne costruito sopra una preesistente chiesa romanica.
Inoltre, a qualche centinaio di metri dall’attuale Villa Binetti Zuccareda, sono riapparsi alcuni anni fa resti di un pavimento a mosaico di una villa romana.
I primi contatti tra Veneti e Romani risalgono alla seconda metà del III° sec a.C., quando questi ultimi decidono di muoversi per contrastare l’espansione gallica fondando la loro prima colonia ad Aquileia. La civiltà veneta accettò di buon grado di entrare a far parte del mondo romano, persuasa di ricavarne benefici sia economico-sociali che di difesa contro le temute incursioni galliche.
Sembra un’anticipazione del futuro post-romano: il Veneto non ha mai condiviso le sorte delle altre regioni del Nord Italia, anzi è stato con esse fortemente in competizione.


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